Gli agricoltori doppiamente coinvolti su rischio   idrogeologico e tutela del territorio. In un incontro svoltosi il 5 febbraio alla Presidenza   del Consiglio, l’Anbi ha presentato “Manutenzione Italia: consorzi di bonifica in azione per   #italiasicura”, dove ha riproposto il suo piano per la riduzione del rischio idrogeologico. Per   la Cia ha partecipato il vicepresidente nazionale Antonio Dosi, che nel suo intervento ha   evidenziato come gli agricoltori siano doppiamente interessati rispetto ai cittadini dal tema   del dissesto idrogeologico e della manutenzione del territorio, perché “oltre a rischiare la   casa rischiano anche il proprio lavoro”. Per questo, ha rimarcato Dosi, “ai nostri occhi è  ancora più importante il lavoro dei consorzi di bonifica”. E sulle ipotesi di soppressione dei   consorzi, per l’appunto, il vicepresidente della Cia ha affermato che “hanno un’esperienza  quasi secolare e competenze tecniche fuori dal comune e per questo vanno rispettati”, ma   allo stesso tempo “se ci sono inefficienze e strutture che mangiano risorse pubbliche   bisogna sistemarle, perché il Paese non se lo può permettere”. Infine Dosi ha ricordato   l’importanza fondamentale per la Confederazione del tema in oggetto, tanto da dedicargli   uno dei prossimi appuntamenti del ciclo di iniziative pre Expo “Il territorio come destino”

Risultati immagini per Horizon 2020La Cia e Cnr diventano   partner: i presidenti delle due organizzazioni, Dino Scanavino e Luigi Nicolais, hanno   siglato il 4 febbraio a Roma un accordo quadro di collaborazione su programmi di ricerca   comuni, formazione e attività didattiche nell’ambito di “Horizon 2020”. Inoltre il protocollo   prevede una serie di iniziative e eventi congiunti, miranti alla diffusione di conoscenze,   anche attraverso la divulgazione dei risultati scientifici e di best-practices. All’interno   dell’accordo, tra l’altro, sono previste anche iniziative pubbliche che si terranno all’interno   del prossimo Expo di Milano.

Il Jobs Act sembra andare nella direzione auspicata dal mondo produttivo che chiede flessibilità nei   rapporti di lavoro e semplificazione degli adempimenti amministrativi: è quanto ha detto   Agrinsieme al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, in un incontro sui temi dell’occupazione   agricola che si è tenuto il 5 febbraio. Nell’esprimere soddisfazione per l'estensione al   settore dello sgravio contributivo triennale per i nuovi assunti a tempo indeterminato   introdotto dalla legge di Stabilità, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle   cooperative agroalimentari ha segnalato a Poletti l'esigenza di dare completa attuazione   ad altre importanti e recenti novità in materia di lavoro agricolo, quali le assunzioni   congiunte e gli incentivi per l'assunzione di giovani (#campolibero). Agrinsieme ha poi   sottoposto al ministro alcune istanze di semplificazione prioritarie per il settore e per le   piccole medie imprese, prime fra tutte l’introduzione di un regime specifico per il lavoro stagionale, la semplificazione e la sostenibilità degli adempimenti in materia di sicurezza   sul lavoro e gli strumenti agevolativi alle aggregazioni di imprese. E’ necessario, inoltre, a   parere del coordinamento, procedere ad alcuni chiarimenti normativi che, riconoscendo il   valore del vincolo mutualistico tra gli imprenditori agricoli e le loro cooperative di servizi   agricoli, diano il giusto impulso alla realizzazione di quelle iniziative imprenditoriali   finalizzate ad ottimizzare la forza lavoro garantendone la legalità.

La Cia in audizione al Senato: serve un intervento di revisione strutturale del decreto. Cancellazione o modifica sostanziale della norma che   riduce sensibilmente i territori esenti da Imu, anche dopo l’approvazione del decreto legge   n.4 del 24 gennaio: lo ha chiesto la Cia nel corso dell’audizione informale sul tema che si è   tenuta il 4 febbraio presso l’Ufficio di Presidenza della commissione Finanze del Senato.  La Confederazione ha sottolineato come, a differenza di quanto chiesto da tempo, anche con il nuovo provvedimento non sono state affrontate le problematiche strutturali della tassazione immobiliare dei terreni agricoli, ma ci si è limitati a una valutazione di carattere esclusivamente finanziario. Gli agricoltori considerano assolutamente ingiusta questa   nuova imposta e trovano insostenibile l’aggravio tributario che devono sopportare, tanto   più che in certi casi il valore aggiunto ottenuto dall’attività agricola non copre l’ammontare   dell’Imu dovuta. Inoltre, la Cia reputa molto grave la scelta di abrogare le norme previste   dal Dl competitività e dalla legge di Stabilità a favore delle imprese agricole finalizzate alla riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori agricoli dipendenti assunti a tempo determinato proprio per coprire il minor gettito atteso dall’Imu sui terreni agricoli. Ecco perché è necessario un intervento di revisione strutturale del testo contenuto nel decreto legge che tenga conto prima di tutto della condizione in cui versa oggi il settore agricolo -stretto tra crisi di mercato, taglio dei consumi e crolli della produzione- e poi consideri la funzione essenziale degli agricoltori nella tutela e presidio del territorio, in particolare nelle aree marginali di montagna.


PortellaGinestra_Radio3 Non c’è futuro senza memoria. E l’eccidio di lavoratori che avvenne nel 1947 in località Portella della Ginestra, la prima strage di Stato dell’Italia repubblicana, non può e non deve essere dimenticato. Oggi come ieri, quei tragici eventi affermano l’attualità del richiamo ai principi fondamentali della giustizia e della legalità, beni preziosi ma non ovunque e non a tutti accessibili. Questo il senso profondo dell’iniziativa voluta dalla Cia “Gli agricoltori italiani in ricordo di Portella della Ginestra. Legalità, dignità, lavoro, sviluppo”, che si è tenuta a Palermo il 27 aprile a Palazzo dei Normanni. Un’iniziativa attraverso cui la Confederazione ha voluto dare il suo contributo affinché le eccellenze del Made in Italy, bandiera dell’Expo di Milano, siano legate non solo alla qualità indiscussa delle produzioni agricole, ma anche alla qualità e alla dignità del lavoro e della vita degli agricoltori. Nel settore infatti, le organizzazioni criminali producono più di 240 reati al giorno, praticamente otto ogni ora, e mettono sotto scacco oltre 350 mila agricoltori. La piovra della mafia allunga i tentacoli sul comparto per un fatturato da 50 miliardi di euro l’anno. Poi c’è il tema tragico del lavoro nero che, secondo l’Eurispes, ha rappresentato nel 2014 un terzo della forza lavoro agricola. Una cifra, tra l’altro, in costante aumento negli ultimi anni: 27,5% nel 2011, 29,5% nel 2012, 31,7% nel 2013. Dati allarmanti che richiedono una complessità adeguata d’approccio. Occorre distinguere -secondo la Cia- le irregolarità, non legate alla malavita, che richiedono semplificazione e premialità, dalle illegalità acclamate e dai casi di lavoro nero e caporalato vero e proprio, dove la formula necessariamente cambia e le “armi” a disposizione devono essere “affilate”. In tale ambito, serve una razionalizzazione degli interventi ispettivi e una loro crescita dal punto di vista qualitativo, in modo da indirizzare la risorse verso le situazioni di reale gravità e rendere il sistema d’intervento più efficace e reattivo.

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