Buon successo della tavola rotonda su “Olio Extravergine - Novità su etichettatura e trasformazione aziendale” che si è tenuta nel pomeriggio del 5 Settembre alle ore 16.30 presso la Fiera interregionale dell’agricoltura e della zootecnia di Castel Di Lama. Ad animare l’incontro il tecnico della AIOMA  (Associazione olivicola interregionale del Medio adriatico)  dott. Agr. Fausto Malvolti  il quale ha illustrato  le novità normative legate alla vendita e alla commercializzazione dell’Olio extra vergine di Oliva.  In particolare l’incontro ha affrontato le novità normative, che rendono obbligatoria in etichetta l’indicazione dell’origine dell’olio d’oliva.

 Un provvedimento, per il quale la Cia si è sempre battuta con estrema decisione, che   tutela dei produttori italiani e dei consumatori.  L’indicazione d’origine sull’etichettatura dell’olio d’oliva, già previsto nel nostro Paese e la cui estensione dai paesi Ue era stata anticipata dal commissario Ue all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, è un elemento -afferma anche il presidente della CIA, Massimo Sandroni, - fondamentale per dare trasparenza dal campo alla tavola e per difendere e valorizzare il prodotto dalle contraffazioni e dall’assalto dell’agropirateria. E’ un passo importante in difesa dell’olivicoltura italiana che tanto ha investito in qualità e che è stata costretta a fare i conti con produzioni che vengono spacciate come italiane e, invece, si tratta solo di olio ricavato da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri paesi. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca gravi danni al settore.


 
 

 

 

“Davanti ad una crisi che diventa ogni giorno di più difficile e complessa e soprattutto davanti al disinteresse del governo che non ha compreso la reale portata dei problemi delle imprese agricole, non possiamo che riprendere la mobilitazione sull’intero territorio nazionale”. Questo quanto detto dal presidente nazionale della Cia - Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi .

Le imprese -sottolinea Sandroni presidente della Cia Provinciale di Ascoli Piceno - devono fronteggiare una situazione pesantissima: i costi produttivi sono arrivati a livelli insostenibili, gli oneri sociali sono sempre più gravosi, mentre i prezzi sui campi continuano a scendere in maniera preoccupante e gli adempimenti burocratici creano non poche difficoltà. La proroga di tre mesi degli sgravi contributivi Inps serve a poco. Non è stato rifinanziato il Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e non ci sono stait chiarimenti sull'Ici per i fabbricati rurali”.

Rinnoviamo il nostro appello affinché vengano adottati provvedimenti straordinari in grado di ridare slancio e vigore all’azione e all’impegno degli imprenditori agricoli. Come si stanno trovando i fondi per il settore dell’auto, anche per l’agricoltura occorre individuare le risorse indispensabili per un settore in tracollo con la chiusura di migliaia di imprese, soprattutto quelle che operano nelle zone di montagna e nei terrori svantaggiati.

“riprenderemo la nostra mobilitazione, che si è sviluppata in alcuni comuni del territorio provinciale nello scorso mese di novembre e che prosegui con un sit-in presso l'assessorato all'agricoltura della Regione Marche e culminò con la grande iniziativa a Roma in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei deputati. Ancora non abbiamo deciso le modalità della nostra mobilitazione, che compete agli organismi competenti della Confederazione, ma fin da adesso ci impegnamo affinché le nostre iniziative siano incalzanti e determinate, al fine di dare agli imprenditori quelle certezze e quelle prospettive che oggi mancano”.

 

 

Risultati immagini per Salone del Risparmio di Milano Oggi il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino è al Salone del Risparmio di Milano per partecipare alla tavola rotonda "Finanza, Agricoltura e Industria: Minibond e Nuovi Strumenti Finanziari per le Imprese Agricole" con Rosario Altieri, Mario Guidi, Aldo Minucci, Antonio Patuelli e Luigi Pio Scordamaglia, presidenti rispettivamente di Alleanza cooperative, Confagricoltura, Ania, Abi e Federalimentare. "La sfida dei prossimi anni infatti, in un contesto di forti cambiamenti climatici e di mercato, che impongono nuove scelte strategiche e di business, consiste nel continuare a sviluppare l'agricoltura puntando su maggiori capitalizzazioni per le aziende e nuovi strumenti di finanziamento in favore di investimenti e innovazione -si legge-. È quindi necessario consolidare l'imprenditoria, fornendo adeguati mezzi per crescere in competitività, tutelarsi dai rischi ambientali e fare investimenti di lungo termine".

dino-scanavinopresidente-cia.jpegPer arrivare a "nutrire il pianeta" di fronte agli scenari del cambiamento, alla competizione globale e alle sfide del futuro, la soluzione "non è un mondo senza agricoltori, un'agricoltura consegnata alle multinazionali alimentari, alle società finanziarie e ai fondi di investimento, ma un mondo con agricolture 'plurali' e con agricoltori più protagonisti, in grado di innescare processi più integrati con l'ambiente, il turismo, la cultura, il welfare, tra città e campagna, tra produttori e consumatori". Con queste parole il presidente della Cia Dino Scanavino ha presentato, il 15 aprile a Roma nella Sala degli Atti parlamentari alla Biblioteca del Senato, "Il territorio come destino", il documento di sintesi del ciclo di iniziative che l'organizzazione ha portato avanti negli ultimi mesi quale contributo degli agricoltori italiani alla "Carta di Milano", la Dichiarazione Finale di Expo 2015. Da Mantova a Bologna, da Napoli a Firenze, da Campobasso a Urbino, passando per Fontanafredda, Gallipoli e Orvieto, la Cia chiude così il ciclo di incontri sul tema con un manifesto "di idee" per la costruzione di un modello economico, sociale e produttivo sostenibile: usare meno risorse per produrre di più con il supporto di ricerca e innovazione; accostare alle filiere dei grandi numeri reti "a maglie strette" adattate ai territori; rovesciare il rapporto città-campagna assumendo una dimensione "multideale" in cui, al di là dei prodotti alimentari e dei servizi materiali e immateriali, si afferma la centralità e il contributo dei valori agricoli per costruire un diverso modello di sviluppo, di società, di relazione tra i cittadini. "Non esiste un futuro senza agricoltura -ha concluso Scanavino-. Di fronte alle sfide che ci attendono, risulta determinante il valore aggiunto del settore primario, che innesca processi sempre più integrati con l'ambiente, il turismo, la cultura, il welfare".

Dopo la mobilitazione di Agrinsieme, con migliaia di agricoltori che hanno manifestato a Roma e sul territorio nazionale per protestare contro l'Imu agricola, si aprono spiragli per una definizione del problema. Così il presidente della Cia Dino Scanavino ha commentato le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha definito l'imposta sui terreni agricoli "una sciocchezza". Questa assunzione di responsabilità lascia intravedere la possibilità di un cambio di passo, seppur timido, ha spiegato Scanavino. "Certamente le dichiarazioni non ci soddisfano e non sono garanzia di un'inversione di rotta. Adesso è urgente sospendere l'Imu e trovare in tempi rapidi una soluzione strutturale e definitiva al problema. I redditi agricoli continuano a essere in sofferenza, anche per effetto di una congiuntura economica difficile -ha continuato il presidente della Cia-. Per queste ragioni, se la partita è aperta, e lo stesso ministro Martina dopo le dichiarazioni del premier si è detto disposto ad aprire uno spazio vero di lavoro, ora bisogna accelerare. È giunto il momento di passare a fatti e risultati concreti".