Giuseppe Politi, 60 anni e proveniente da una famiglia di coltivatori diretti, ha iniziato nel 1976, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche e svolto un breve periodo di insegnamento, l’impegno nell’Alleanza regionale dei contadini della Puglia, ricoprendo l’incarico di responsabile regionale del settore sicurezza sociale e di coordinatore regionale del Patronato Inac e dell’Associazione dei pensionati.

Politi ha partecipato attivamente a tutte le fasi della Costituente contadina e nel congresso di fondazione, nel dicembre del 1977, viene eletto nella Direzione nazionale. Dal 1983 al 1999 ha ricoperto, in Puglia, l’incarico di presidente regionale della Confcoltivatori prima e della Cia dopo.

Nel 1999, Politi ha lasciato la Cia della Puglia in seguito all’elezione alla Presidenza nazionale, con la responsabilità delle Politiche dei settori produttivi e di mercato.

Nell’Assemblea straordinaria dell’ottobre del 2000, viene confermato alla Presidenza nazionale, con la responsabilità delle politiche dell’organizzazione e finanziarie. Dal dicembre 2002 ha ricoperto l’incarico di vicepresidente vicario nazionale. Nel luglio del 2004, Politi viene eletto presidente nazionale della Confederazione. E’ stato confermato alla presidenza nel marzo del 2006.

Attualmente Politi è componente del Cnel e ricopre la carica di vicepresidente del Copa (il Comitato delle organizzazioni agricole europee) e di presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli), della quale è anche membro del Direttivo. Inoltre, Politi è presidente dell'Ases, l'Associazione solidarietà e sviluppo, e fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’Ugf (Unipol gruppo finanziario).

Giuseppe Politi è stato riconfermato, all’unanimità, presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Lo ha eletto la V Assemblea dell’Organizzazione che si è conclusa oggi a Roma dopo tre giorni di lavori (dal 24 al 26 febbraio), che hanno visto la partecipazione di numerosi esponenti delle istituzioni, nazionali comunitarie e internazionali, delle forze politiche, economiche e sociali, del mondo agricolo. Gli oltre 550 delegati (tra cui 5 delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo) hanno approvato il nuovo statuto con il quale si dà il via all’autoriforma dell’Organizzazione.
Un’Assemblea che, quindi, ha segnato una svolta storica nella vita della Cia. Gli agricoltori, con l’autoriforma della Confederazione, diventano protagonisti. “Una scelta -ha affermato Politi- per meglio rappresentare gli interessi di cui la nostra Organizzazione è portatrice. E’ una decisione forte e coraggiosa; una decisione irreversibile e fortemente condivisa dal gruppo dirigente e dai soci. La Cia, in questo particolare momento, vuole investire sul suo futuro e su quello dell’agricoltura italiana, mettendosi ancora in gioco sia con la proposta dell’unità del mondo agricolo e chiamando i propri iscritti, gli agricoltori, ad essere, appunto, protagonisti ed a esprimere la rappresentanza della nostra organizzazione.
Nel suo intervento, il presidente della Cia ha ribadito l’appello alle istituzioni (Governo, Parlamento e Regioni) e alle forze politiche per un nuovo e concreto progetto di politica agraria che deve scaturire dalla Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale da effettuarsi entro il 2010. Si tratta di un appuntamento di grande rilevanza per aprire prospettive certe e garantire alle imprese, attualmente in grande difficoltà e alle prese con costi sempre più onerosi e con redditi in drammatico calo, i sostegni necessari per poter stare efficacemente sul mercato.
Politi ha puntato l’accento sull’unità del mondo agricolo per meglio fronteggiare la grave crisi che caratterizza oggi il settore. “Un’unità che -ha detto- non è solo una necessità, ma una scelta fortemente condivisa. Lavorare per l’unità non significa mettere in discussione o cancellare le diversità, la storia e tutto ciò che rappresenta il patrimonio anche ideale delle singole organizzazioni. Lavorare per l’unità non significa farlo in contrapposizione a chi ancora non ha maturato questa scelta. La scelta e la necessità dell’unità non è contro qualcuno, ma neppure per ottenere vantaggi di parte, certamente lo è per l’agricoltura, per il reddito degli agricoltori e lo sviluppo delle loro imprese”.

Il presidente della Cia ha, infine, rimarcato la necessità di una politica tesa a tutelare e valorizzare la qualità e la tipicità del “made in Italy” agroalimentare. Un settore che sta subendo troppi attacchi, soprattutto a livello internazionale, che provocano danni pesantissimi e mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese.


 
 

Si è conclusa la prima fase pre-congressuale con le assemblee  zonali tenute a Grottazzolina il 2 febbraio, a Spinetoli il 3 Febbraio e quella provinciale il 9 Febbraio a Centobuchi di Monteprandone. Dalla prossima settimana partono le Assemblee regionali ed il 24-25-26 febbraio inizierà  a Roma, presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur l’assemblea nazionale.

Quello territoriale -avverte la Cia- è stato un confronto intenso e costruttivo che si è sviluppato sul documento congressuale. Un dibattito molto ricco dove gli agricoltori hanno assunto un ruolo di primo piano, di veri protagonisti. Oltre alle tematiche interne della Confederazione, sono stati affrontati i gravi problemi dell’agricoltura italiana, sempre più in crisi e con i produttori alle prese con il crollo dei prezzi e dei redditi e la crescita onerosa dei costi. Dalle analisi è emersa chiara la volontà di cercare di superare le attuali difficoltà attraverso un impegno incisivo e una forte mobilitazione nei confronti delle istituzioni, dal Governo al Parlamento, alle Regioni, affinché al settore vengano date le risposte più opportune e concrete.

Nel corso del dibattito territoriale è stato, infatti, evidenziato che le imprese agricole -come mette in risalto lo stesso documento congressuale- hanno difficoltà ad agire in un mercato sempre più ampio e concorrenziale. È necessario, per questo motivo, un salto di qualità delle politiche, un progetto per lo sviluppo dell’agricoltura, per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il “made in Italy” alimentare.

Le difficoltà dell’agricoltura sono accresciute dall’assenza di un’azione delle istituzioni di governo all’altezza della situazione. Migliaia di agricoltori sono stati costretti ad abbandonare l’attività. La crisi economica ha incrinato la capacità di adattamento delle imprese agricole che traevano forza da una maggiore flessibilità nell’impiego delle risorse, a cominciare dal lavoro, e da una rete di solidarietà familiare che contribuiva ad alleviare i

problemi di ricorso al credito e ad assicurare una sufficiente capacità di spesa.

Occorre, insomma, una politica agraria nazionale che consenta al nostro sistema produttivo di superare le difficoltà ed essere parte attiva della ripresa economica del Paese. Da qui la richiesta di convocare entro il 2010, in previsione degli appuntamenti sulla riforma della Pac e del bilancio dell’Unione europea, della Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Un’iniziativa a parole condivisa, negata nei fatti. Come già avvenne con le due precedenti Conferenze del 1961 e 1978, anche oggi siamo chiamati a disegnare un progetto di agricoltura che ci permetta di affrontare, con adeguata capacità competitiva, le sfide di un’economia globalizzata.

Scenari che impongono cambiamenti da parte della Cia che, quindi, sta innovando i contenuti del “Patto con la società”, lanciato nel 2004, al fine di tenere conto delle nuove sfide dell’economia (la crisi e le emergenze alimentare e climatica) e della politica (le relazioni con le istituzioni dell’agricoltura), sia con una verifica dei passi compiuti e delle scelte organizzative per la sua realizzazione.

L’agricoltura, le sue imprese, che le organizzazioni professionali e cooperative insieme rappresentano, hanno bisogno, per la Cia, di unità d’azione per dare più forza alle loro proposte e richieste e per affrontare più agguerrite la competizione mondiale e le difficoltà che ne sono derivate.

Sono tutti problemi che -come si è rilevato durante le Assemblee territoriali - hanno bisogno di risposte e di decisioni rapide, coraggiose ed innovative e la Cia con l’autoriforma avviata si propone soprattutto di realizzare la partecipazione degli agricoltori alla vita della Confederazione ed alle scelte di politica agricola; di accrescere la nostra capacità professionale e di confronto con le istituzioni dell’agricoltura, di rendere il sistema confederale sempre più efficiente e moderno, di rafforzare l’azione di comunicazione interna ed esterna.

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Con le due Assemblee di zona Inizia il percorso congressuale che porterà ad un forte rinnovamento della Confederazione Italiana Agricoltori di Ascoli Piceno.

 Protagonismo degli agricoltori per affrontare la crisi attuale e le sfide future.

Questo, in sintesi, il tema portante della V Assemblea elettiva della CIA dal titolo “Agricoltori protagonisti, uniti per vincere”.

Questo il calendario delle assemblee elettive:

- Martedì  2 febbraio ore 18,30, Assemblea degli agricoltori della Fermano
presso il Teatro E. Novelli di Grottazzolina
- Mercoledì 3 febbraio ore 18.30, Assemblea degli agricoltori dell'Ascolano
presso il Plazzetto dello Sport di agliare del Tronto (Spinetoli)

Tutti i tesserati della CIA di Ascoli Piceno e Fermo sono invitati a partecipare.

Documento proposta congressuale

Volantino Assemblee Comunali 

 

L'incontro tenutosi al Centro Sociale Girola il 25/11/2009 con l'assessore all'agricoltura regionale Paolo Petrini e l'assessore provinciale Guglelmo Massucci ha visto una grande presenza di agricoltori e cittadini sia in termini numerici che in termini di partecipazione. Nell'incontro promosso dalla CIA  e dal locale Comitato Valtenna, hanno preso la parola dopo l'intervento introduttivo del Presidente della Confederazione Nazionale Agricoltori di Ascoli Piceno e Fermo Massimo Sandroni,   il  presidente del Comitato Dario Ruggeri che ha evidenziato le difficoltà reali delle aziende a vesare il contributo consortile e  l'assessore Massucci che ha evidenziato gli eventi che si  susseguiti  in questo territorio e che hanno portato a tariffe irrigue insostenibili. Infine l'intervento conclusivo di Petrini che ha illustrato con chiarezza e dettagliatamente la nuova proposta di legge del assemblea legislativa regionale che prevede un riordino dei consorzi di bonifica, con una riduzione dei costi di gestione e un ampliamento dei servizi forniti dall'ente. Il tutto comporterà una riduzione della contribuzione per singolo utente. Infine i Consorzi potranno anche gestire una fetta consistente dei soldi stanziati dalla Comunità europea con la riforma dell'Health Check, con cui si potrà ammodernare la rete, passare a sistemi irrigui più efficienti tipo quelli a pressione i quali hanno anche bisogno di una minore manutenzione.

L'assemblea  ha  recepito con favore la proposta, chiedendo una rapida trasformazione della pdl in  Legge regionale prima della scadenza dell'attuale esecutivo regionale. 

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