Il programma europeo,  gestito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno scolastico 2010/2011, prevede la distribuzione gratuita di frutta e verdura fresche da gennaio a giugno 2011 a tutti gli studenti in 30 diversi giorni. Obiettivo: promuovere il consumo dei prodotti ortofrutticoli fra i giovani alunni. “Si tratta di un progetto importante – ha detto Petrini – al quale aderiamo con convinzione visto che è mirato ad un maggior benessere della nostra comunità. L’obiettivo è rendere consapevoli le famiglie, attraverso il messaggio affidato ai bambini, che la frutta e la verdura, alla base della piramide alimentare, sono essenziali per tutelare la nostra salute negli anni e per contrastare le malattie nel tempo (nelle Marche contiamo 70mila diabetici). D’altra parte la nostra Regione è sempre stata sensibile alla qualità delle sue produzioni: aderiamo all’Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine che si propone la promozione e la difesa degli interessi dei produttori e dei consumatori delle Regioni europee impegnati nella valorizzazione di prodotti agro-alimentari di qualità regolamentata immessi nel mercato, siamo capofila delle Regioni contro gli Ogm e incentiviamo l’agricoltura biologica. Riteniamo indispensabile valorizzare le nostre produzioni locali e la stagionalità dei prodotti anche per dare sostegno ai nostri agricoltori. Ci auguriamo – ha concluso Petrini – che questa campagna prosegua nel tempo fino a diventare una sana abitudine”.
Un’alimentazione sana incide notevolmente sulla qualità della vita, lo testimoniano i dati: attualmente un adulto su tre ha problemi di sovrappeso e quasi un italiano su dieci è decisamente obeso. L’obesità infantile predispone all’obesità adulta e costituisce una seria minaccia per la salute dei cittadini. Da qui la necessità di attuare iniziative, come “Frutta nelle scuole”, che supportino abitudini alimentari più corrette e una nutrizione maggiormente equilibrata.
Sostituire il consumo delle tradizionali merendine con quello di frutta e verdura fresche può senz’altro rappresentare un primo significativo passo verso la soluzione del problema. Per questi importanti obiettivi il programma ha trovato la piena collaborazione da parte della Regione Marche dove hanno aderito 122 istituti scolastici primari composti di 301 plessi, per un totale di 2.160 classi e 42.127 alunni.
Nelle Marche circa il 30% dei bambini in età scolare è sovrappeso. Il 10% di questi ha problemi di obesità che spesso vengono sottovalutati dai genitori.  Nel corso della conferenza stampa, a cui hanno partecipato oltre all’assessore Petrini, Fausto Bertaiola, Presidente Aop Veneto Ortofrutta, Caterina Cogliano, dirigente del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Giordano Giostra, direttore servizio Igiene Alimenti e Nutrizione Asur Ancona, Oliviero Sorbini, esperto di comunicazione socio istituzionale, moderati dal giornalista Marco Gisotti, si è discusso della logistica dell’operazione, della qualità dei prodotti ortofrutticoli distribuiti e delle misure di accompagnamento dedicate agli studenti come le visite a fattorie didattiche e orti botanici.

(http://www.informazione.tv)

La Cia esprime preoccupazione per la cancellazione della legge 283 del 1962, uno strumento indispensabile per la lotta alle frodi e alle sofisticazioni sui cibi. Il governo ora deve correre ai ripari anche per rispondere alle esigenze dei consumatori: per 9 su 10 infatti la sicurezza è al primo posto nelle scelte alimentari. Vanno tutelati anche gli agricoltori. Non è più reato adulterare i cibi. Da metà dicembre i “killer della tavola” hanno vita più facile dato che nel decreto “taglia leggi” del ministro Calderoli è finita assurdamente anche la legge 283 del 1962, che riguarda la disciplina igienica della produzione e della vendita di cibi e bevande. Un errore gigantesco a cui il governo deve subito rimediare, visto che si tratta di una norma essenziale che per decenni ha contribuito a tutelare la salute dei consumatori e a salvaguardare gli stessi agricoltori. Permettendo a magistratura e forze dell’ordine di combattere sofisticazioni e contaminazioni. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, raccogliendo l’allarme lanciato dal pm di Torino Raffaele Guariniello.  Le frodi alimentari sono tante e diffuse -ricorda la Cia-. Solo nel 2009 i carabinieri dei Nas hanno scoperto 23.342 infrazioni su 34.675 ispezioni effettuate, sequestrando in 12 mesi ben 39,3 milioni di chili di merce. Si va dalle mozzarelle blu al vino corretto con additivi chimici, dalle farine con il prione ai cibi scaduti e “rinverditi” tramite coloranti o ritoccando la data di scadenza in etichetta. Tutti esempi che rendono chiara l’importanza della legge 283 del 1962 e che evidenziano l’urgenza di colmare il vuoto normativo che si è venuto a creare con la sua cancellazione. E’ vero che a tutela dei cittadini restano gli articoli del codice penale (440-444; 515-517 bis) riferiti a frode in commercio, alimenti adulterati e contraffatti, alimenti non genuini, ma per essere applicata -dice la Cia- la norma penale necessita che il pericolo di natura igienica contro l’incolumità pubblica debba essere accertato in concreto. Mentre la particolarità della 283 è che poteva essere utilizzata anche nel caso di pericolo “presunto”.  Ecco perché il governo, e in particolare il ministro della salute Ferruccio Fazio, deve subito correre ai ripari. Semplificare non significa tagliare indistintamente e sulla salute pubblica non si scherza. Quindi -ribadisce la Cia- si trovi ora il modo di ripristinare immediatamente la legge 283 del 1962. Oggi più che mai infatti, complice anche l’ultima emergenza diossina sulle uova e sulla carne di maiale “made in Germany”, bisogna usare “tolleranza zero” nei confronti di chi sofistica e inquina gli alimenti, rendendo sempre più rigorosi i controlli e “salate” le sanzioni. Ne va non solo della salute dei cittadini, ma anche della credibilità dell’intero settore agroalimentare italiano.D’altronde, conclude la Cia, la stragrande maggioranza degli italiani (nove su dieci) vuole la massima sicurezza alimentare e sollecita valide misure per reprimere adulterazioni dei cibi. Per lo stesso motivo otto consumatori su dieci sono favorevoli all’etichettatura trasparente, grazie alla quale sarà possibile riconoscere sempre l’origine e la provenienza dei prodotti agroalimentari.


Chiarimenti dal Ministero della Salute del 18/01/2011

La legge “anti-frodi” è salva. I chiarimenti del ministro della Salute Ferruccio Fazio mettono un punto alla bagarre sulla 283 del 1962, che resta in vigore grazie alla dicitura “testo unico” sull’epigrafe in cima al provvedimento. In questo modo la norma, che fino a ieri sembrava destinata al macero a causa del decreto “taglia leggi” di Calderoli, scampa il pericolo dell’abrogazione e può continuare a esercitare il suo ruolo fondamentale: quello di punire e sanzionare gli illeciti alimentari come l’adulterazione e la sofisticazione dei cibi. 

Sulla salute dei cittadini non si può scherzare quindi le autorità hanno fatto bene a muoversi subito per chiarire la situazione, anche se il rischio di “buttare via il bambino assieme all’acqua sporca” è stato altissimo. D’altronde, se oggi la 283 è salva è solo grazie a un cavillo giuridico, al fatto che il decreto di Calderoli fa salvi proprio codici e testi unici e dunque la norma “punisci truffe alimentari”, recando in epigrafe la denominazione “testo unico”, non deve ritenersi cancellata.


 

 Per assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti alimentari e per rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari, diventerà  obbligatorio per legge  riportare nell'etichettatura l'indicazione del luogo di origine o di provenienza dei prodotti alimentari».Sulla spinta della vicenda diossina la Commissione Agricoltura della Camera approverà il disegno di legge con un consenso bipartisan. Cosi sarà tutelato  il made in Italy. Unico neo è che tale norma è in contrasto con l'attuale diritto comunitario  che potrebbe trasformarsi in un contenzioso con l'Ue. Ipotesi sempre aperta anche se l'allarme diossina potrebbe spingere la commissione ad un atteggiamento più flessibile. Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio commenta così : «si introduce un bollino di garanzia per il nostro made in Italy ed un sigillo di sicurezza per i consumatori costantemente assediati dalle insidie di truffatori e mistificatori». Ecco perche secondo Giuseppe Politi, presidente della Confederazione italiana agricoltori-Cia, «occorre far si che in normativa venga totalmente recepita dall'Ue. E credo che, anche in seguito all'allarme diossina nei prodotti alimentari tedeschi, ci sono tutti i presupposti perché l'Europa riveda finalmente in sua posizione su questa materia». Non tutte le organizzazioni agricole, condividono questo ottimismo. Confagricoltura, ad esempio, è  preoccupata: «Abbiamo sempre preferito, come nel caso dell'olio di oliva, una disciplina concepita e varata a Bruxelles, per evitare ogni possibile contenzioso che indebolirebbe la posizione dell'Italia alla vigilia di un negoziato delicato per il futuro della Pac».

Non basta l'allarme per pollame e uova contaminati, l'emergenza diossina si aggrava decisamente in Germania. Almeno in un allevamento di suini la carne di maiale, uno dei più importanti export alimentari tedeschi in Italia, nel resto d'Europa e in tutto il mondo, e risultata avvelenata a causa dei mangimi in cui sono entrate sostanze tossiche. In Italia come negli altri paesi Ue, grandi importatori di came suina tedesca, l'inquietudine dei consumatori e l'allarme dei governi si diffondono a macchia d' olio.II segnale della massima allerta e venuto ieri mattina, quando si e appreso che in un allevamento di suini presso Verden, in Bassa Sassonia e in una seconda azienda per la produzione di carne suina nello stesso Stato, le analisi hanno indicato che gli animali sono stati nutriti con mangimi contaminati da diossina. Ma quanto è grave e diffuso il pericolo? I risultati positivi riguardano un allevamento di suini su un totale di appena 15 controllati. Gli accertamenti nella produzione di carne suina, che pure e una voce determinante dell'export alimentare tedesco, sono stati quindi molto meno numerosi che non nell'allevamento di pollame e uova (casi positivi in 18 allevamenti su 57) e di bovini (nessun caso positivo). E purtroppo per i consumatori, mentre pollame, uova e came bovina sono facilmente controllabili e identificabili per provenienza grazie alla legge che impone l'etichettatura, per la came suina non c'e una norma simile. Specie se viene importata per essere poi lavorata sul posto.

 

Approfondimento

 

 Che cosè la diossina?

II termine generico «diossina», o «diossine», viene utilizzato comunemente per indicare una numerosa famiglia di sostanze chimiche che si caratterizzano per proprietà simili tra cui: difficolta a biodegradarsi, lunga durata nell'ambiente, forte tendenza ad accumularsi negli organismi viventi e nella catena alimentare. Nell'uomo la diossina è molto tossica nei confronti della funzione endocrina, del sistema immunitario e dello sviluppo. Inoltre è un potente cancerogeno. Le diossine presenti nell' organismo umano vi rimangono per diversi anni.


Come è  nato lo scandalo della diossina che allarma anche l'Europa?

Tra novembre e dicembre circa 26 tonnellate di acidi grassi contaminati da diossina e destinati all'industria della carta sono stati consegnati a Harles & Jentzsch, un'azienda tedesca che produce alimenti per animali. Gli acidi grassi contaminati sono stati miscelati con il grasso vegetale solitamente utilizzato nella produzione di mangimi composti e cosi la diossina e finita nella catena alimentare degli animali. Il grasso contaminato è stato consegnato anche ad altri nove produttori, che a loro volta hanno rifornito di mangimi sospetti circa 40 aziende agricole della Germania. I1 27 dicembre le autorità tedesche hanno segnalato l'incidente alla UE.

 


L'Italia come è  coinvolta?

 

La situazione è costantemente monitorata dal ministero della Salute che ha disposto un doppio filtro per individuare l'eventuale presenza di diossina nei prodotti alimentari arrivati nel nostro Paese. I controlli sono effettuati sia all'origine, con la collaborazione delle aziende importatrici, sia sul territorio nazionale con un sistema di verifica al dettaglio organizzato su base regionale. Per it momento non c'e alcun allarme. Il ministro Ferruccio Fazio ha spiegato che solo una piccolissima quantità di uova a stata importata dalla Germania e che è  possibile rintracciare i prodotti sospetti guardando marchio di produzione e provenienza (per essere tranquilli basta verificare la presenza della sigla «IT»). Anche per le carni non sembrano esserci particolari rischi: l'Italia è attrezzata con un sistema di rintracciabilità che permette di controllare il luogo di provenienza delle merci e inoltre it nostro Paese non importa polli dall'estero.

La partenza del Sistri sarà posticipata di cinque mesi con il decreto ministeriale che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il  28 dicembre scorso. La nuova data di partenza, dunque, è il primo giugno 2011. La notizia stata data dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre era in corso la discussione sulla proposta di legge relativa ad «Interventi per agevolare la libera imprenditorialità  e per il sostegno del reddito». Lo slittamento si è reso necessario perché il  sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che a regime coinvolgerà  circa un milione di soggetti, si sta scontrando con una serie di ostacoli (ritardi nella distribuzione dei dispositivi Usb e nell'installazione delle blackbox, malfunzionamenti nell'hardware e del software). La richiesta di una moratoria di un anno era stata avanzata qualche settimana fa dalle rappresentanze  del mondo economico e imprenditoriale ma è stata, quindi, parzialmente accolta. Sollevato della decisione presa il presidente della CIA provinciale Massimo Sandroni : «Prendo atto con soddisfazione della decisione del ministro Prestigiacomo di emanare un decreto per prorogare di cinque mesi il periodo di verifica della funzionalità del Sistri, rinviando di altrettanti mesi la decorrenza delle sanzioni a carico delle imprese ed evitando cosi un impatto sul sistema produttivo che sarebbe stato insopportabile».Il Sistri permetterà di seguire in tempo reale la movimentazione dei rifiuti sul territorio. Cosa che ora non è  possibile con l'attuale sistema cartaceo costituito dal Mud, dal registro di carico scarico, dal formulario dei rifiuti  ma con un sistema informatico imponente come il Sistri, una volta a regime, non solo sarà consentita la tracciabilità, ma sarà anche  uno strumento utile nella lotta all'ecomafia.