Trattori-in-piazzaUn primo risultato incassato dalla manifestazione promossa da Cia, Confagricoltura e Copagri a cui hanno aderito anche Alpaa, Uci, Ugc e Aic: "L'Ente pagatore ha garantito che salderà le spettanze per la Pac 2015 due settimane prima della scadenza di giugno. Ma la strada per una 'vera' semplificazione è in salita". Giornata molto movimeMobilitazione agricoltori: bene rassicurazioni Agea su liquidazioni più repentinenta per gli agricoltori italiani, che hanno manifestato oggi sotto lo slogan "Ei fu…siccome immobile" a Roma, Bologna e Catanzaro per evidenziare lo stallo istituzionale su molte questioni critiche che attraversano il settore primario in Italia. Nella mattinata si sono susseguiti incontri tra le delegazioni dei promotori della manifestazione e i parlamentari di tutti le forze politiche del Paese, con un vertice che ha coinvolto anche il coordinatore nazionale degli assessori all'Agricoltura, Leonardo Di Gioia, che ha portato la propria solidarietà anche alle migliaia di produttori in piazza.Gli agricoltori hanno quindi ottenuto anche il sospirato confronto con i vertici di Agea (il principale organismo pagatore delle risorse Pac), dal quale sono emerse garanzie circa la liquidazione delle somme dovute in tempi più rapidi rispetto alla data annunciata in un primo momento, ovvero fine giugno. Ragionevolmente, quindi, entro maggio dovrebbe concludersi positivamente almeno questa vertenza. I vertici delle organizzazioni promotrici della mobilitazione, sottolineando la riuscita dell'iniziativa di piazza, rimarcano però come il "mostro" della burocrazia sia tutt'altro che sconfitto: "Oggi -sostengono Cia, Confagricoltura e Copagri- ci troviamo a salutare favorevolmente almeno lo sblocco di pagamenti per gli agricoltori, che avrebbero dovuto entrare nella disponibilità di quelle somme già un anno fa".

Rocca Monte Varmine come opportunità di sviluppo di un progetto imprenditoriale e sociale. Si tratta di un progetto stilato dalla Cia – Confederazione Italiana Agricoltoiri di Femo, su richiesta degli stessi agricoltori del luogo, da presentare ai soggetti coinvolti, alle amministrazioni ed enti no-profit che intendono sostenere l'iniziativa. Il particolare il Comune di Fermo intende indirizzare le attività delle aziende agricole verso forme di agricoltura conservativa e sociale al fine di: rispettare il vincolo della donazione fatta al comune dall’ente; tutelare il patrimonio rurale e paesaggistico; garantire le entrate degli affitti. Obiettivi prefissati dal Comune che possono dunque essere raggiunti con un progetto di agricoltura sociale (AS). Nel caso di Rocca Monte Varmine si tratta di individuare le possibilità di aprire le fattorie sociali nel territorio e migliorare la vendita dei propri prodotti, in questo modo, attraverso lo scambio dei prodotti, la fattoria sociale costruisce una rete di relazioni che possono rivelarsi di fondamentale importanza per la sostenibilità nel tempo del progetto. E’ importante sottolineare come i prodotti agricoli siano ottenuti coinvolgendo persone svantaggiate e con limitate abilità, e la vendita degli stessi rappresenta un’occasione di gratificazione e di autostima per i soggetti coinvolti ma anche una valorizzazione economica del prodotto con prezzi di vendita più remunerativi rispetto ad altre modalità. Ecco così che la fattoria sociale, da semplice luogo di un progetto di inclusione sociale, diviene soggetto attivo di sviluppo locale capace di generare impatti che vanno ben aldilà di quelli sugli individui svantaggiati coinvolti. In generale le pratiche d’agricoltura sociale sottintendono la revisione dei meccanismi di produzione e redistribuzione della ricchezza e nuovi rapporti nel sistema locale e l’adozione di attitudini innovative da parte d’imprese, amministratori e società civile. Agli agricoltori è richiesta una partecipazione responsabile alla costruzione di un sistema territoriale a più elevata vivibilità: nella produzione di cibo, di servizi ambientali e alla persona. La contropartita di questa rinnovata partecipazione è data dalla crescita della reputazione e della visibilità aziendale e dall’avvio di processi di nuova economia legati ad un rapporto più intenso e diretto con consumatori ed amministratori locali. Per gli Enti locali, la crisi di risorse pubbliche implica la necessità di cercare ipotesi di lavoro utili per rispondere ai bisogni delle popolazioni locali ecco che l’uso sociale dell’agricoltura può accrescere la possibilità di fronteggiare alla crisi dei servizi pubblici, ampliando la gamma di risposte disponibili nelle aree rurali e periurbane. L’agricoltura sociale, inoltre, permette la creazione di opportunità di occupazione per soggetti a bassa contrattualità, di formazione di nuovi agricoltori, di valorizzazione di risorse fondiarie abbandonate. “Un insieme di attività che impiegano risorse agricole, sia vegetali che animali - afferma la Cia provinciale - al fine di creare prestazioni sociali nelle aree rurali o periurbane. In questo senso, scopo dell’agricoltura sociale è quello di creare le condizioni, all’interno di un’azienda agricola che consentano a persone con esigenze specifiche di prendere parte alle attività quotidiane di una fattoria, al fine di assicurarne lo sviluppo e la realizzazione individuale e di migliorare il loro benessere”.


Gli agricoltori italiani presentano all’Europa il loro contributo alla “Carta di Milano”, il manifesto programmatico che simboleggerà l’eredità “morale” di Expo. Il 13 maggio al Press Club di Bruxelles, in una sala gremita di giornalisti e rappresentanti delle istituzioni comunitarie e italiane, il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino ha raccontato la genesi de “Il territorio come destino”, il documento di sintesi del ciclo d’iniziative che la Cia ha portato avanti in tutta Italia nell’ultimo anno per arrivare a definire un modello economico, sociale e produttivo sostenibile a cui riferirsi nel futuro per vincere la sfida di “nutrire il Pianeta”. Una sfida che non riguarda solo l’Italia ma coinvolge tutti, in primis l’Europa. “Il territorio è il destino degli agricoltori -ha detto Scanavino- e l’Europa deve essere lungimirante. Per garantire la sicurezza alimentare globale di fronte alla competizione e agli scenari del cambiamento, la soluzione non è un mondo senza agricoltori, ma un mondo con agricoltori competitivi e sempre più protagonisti”. Una sfida che il settore primario dovrà vincere usando meno risorse per produrre di più con il supporto di ricerca e innovazione. Ma l’agricoltura vuole anche farsi carico delle più ampie problematiche della contemporaneità, riorganizzando la capacità di produrre in modo sostenibile, di assicurare equamente il cibo ridandogli valore e affermandolo come diritto, contribuendo attivamente all’educazione alimentare quale presupposto per contrastare le diverse forme di spreco, di gestire capillarmente le risorse naturali, di impostare un nuovo welfare. “Ed è proprio questo -ha aggiunto il presidente della Cia- il nostro contributo a Expo e al futuro che vogliamo”. Intervenuto al dibattito, il presidente della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento Ue, Giovanni La Via, ha plaudito all’iniziativa della Cia di contribuire in maniera così forte e determinante alla costruzione della Carta di Milano: “La sostenibilità -ha spiegato- è, senza dubbio, una delle più grandi sfide che dobbiamo affrontare, perché non possiamo pensare di consumare beni e prodotti e di non lasciare, a chi verrà dopo di noi, uno stock di risorse adeguato per continuare il processo produttivo e, soprattutto, per produrre sempre più alimenti in quantità adeguate”. Anche Michela Giuffrida, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e coordinatrice della delegazione AgriUe a Expo, ha osservato come la Cia “con il documento ‘Il territorio come destino”, risponde alla sfida della sicurezza alimentare globale con un approccio molto giusto, partendo da una consultazione dal basso, da chi ogni giorno si impegna per coltivare e produrre cibo”. Un plauso all’impegno della Cia, infine, è arrivato anche dal presidente del Comitato scientifico italiano per Expo 2015 Claudia Sorlini: “Il contributo della Confederazione alla Carta di Milano è molto significativo -ha affermato- perché parte dalle esigenze e dai problemi degli agricoltori, che sono i veri protagonisti della sfida dell’approvvigionamento alimentare globale. Al settore primario non si chiede solo cibo, ma anche di salvaguardare il territorio producendo in maniera sostenibile. Una sfida impegnativa, e la scommessa di Expo, ma che può essere vinta con la collaborazione del mondo della ricerca e sviluppando l’innovazione”.

Il valore della terra, il ruolo dell’impresa agricola, la cultura del bello e del buono raccontata ai bambini con le Fattorie didattiche e gli agri-nido. Questa è una delle frontiere più importanti dell’agricoltura multifunzionale che è al centro dell’azione della Cia illustrata nel corso della prima giornata all’interno di Expo. “Avvicinarsi all’agricoltura sperimentandosi ‘coltivatori per un giorno’, guardando dal vivo il percorso del cibo dalla terra alla tavola, producendo qualcosa con le nostre mani, ci fa avvicinare con maggiore consapevolezza al mangiar sano, a una corretta educazione alimentare”. Lo ha spiegato la vicepresidente vicaria della Cia Cinzia Pagni nel corso dell’iniziativa “L’Agricoltura è vita e benessere” in cui è stata presentata la rete delle Fattorie didattiche che aderiscono a Turismo Verde. Proprio per sottolineare l’importanza di queste esperienze a livello sociale, culturale e turistico, la Cia organizzerà a Expo, durante l’ultima settimana di maggio (dal 25 al 31) veri e propri laboratori didattici per far conoscere i prodotti, il lavoro e i valori della campagna. Importanti iniziative per bambini e non solo dove si scopriranno, ad esempio, il mondo della lana, quello delle api o dello zafferano. E ancora: come vive e lavora una fattoria, come si realizzano pane e pasta, miele e formaggio, sperimentando da vicino la vita e i profumi dei campi. Ma la prima giornata all’Esposizione di Milano è servita anche per presentare e rilanciare le Fattorie sportive, il progetto che coniuga agricoltura e sport firmato dalla Cia e certificato dalla Fidal, con una testimonial d’eccezione: la campionessa di atletica leggera Gabriella Dorio, medaglia d’oro alle olimpiadi di Los Angeles. Attraverso la rete delle Fattorie sportive, che hanno allestito “percorsi intelligenti” o “percorsi salute” realizzati in agriturismi, la Cia vuole divulgare il sistema di valori del mondo rurale e del mondo dello sport. Insomma un mix di straordinarie opportunità presentate all’Expo per far conoscere e diffondere l’agricoltura e coltivare il vivaio dei giovani e degli sportivi. Vai sul sito di Turismo Verde della Cia: http://www.turismoverde.it

http://www.youtube.com/watch?v=GF-wwGl1ED0

CIADomani, 1° maggio, sarà inaugurata l’Esposizione Universale di Milano che per i prossimi sei mesi metterà l’Italia al centro del più grande evento mai realizzato nella storia sui temi dell’alimentazione e della nutrizione. Un appuntamento irrinunciabile per la Cia che sarà protagonista con numerose iniziative, eventi e proposte sia nel Padiglione Italia -dove, tra l’altro, sarà allestito l’ufficio di rappresentanza- sia nel Biodiversity Park di cui la Confederazione è main partner. “Sarà importante cogliere tutte le chance che Expo 2015 potrà offrire, mettendo in relazione le diverse realtà e i soggetti presenti, ma anche contribuire a tracciare una strategia futura sui temi legati all’alimentazione -ha detto il presidente nazionale Dino Scanavino-. Per fare di Expo un momento di riflessione, anche di svolta, nel dibattito sul futuro del cibo e la sicurezza alimentare, la soluzione non è un mondo senza agricoltori ma un mondo con agricoltori più protagonisti”. Una questione che la Cia ha posto con forza anche martedì 28 aprile in occasione della presentazione della Carta di Milano. “Dobbiamo scongiurare il rischio che gli agricoltori, i veri interpreti della sfida del millennio ‘Nutrire il pianeta, Energia per la vita’, finiscano in secondo piano. Non vorremmo che la portata dell’evento Expo e un eccesso di esposizione mediatica non già sui temi delle risorse alimentari ma sull’enogastronomia faccia dimenticare che, senza il lavoro dei campi, non si può nutrire il pianeta né generare energie per la vita”. La Cia ha intenzione di utilizzare l'Expo per porre all’attenzione dei visitatori e delle istituzioni tutto ciò che costituisce agricoltura: dalle tradizioni alla tecnologia, dalla cooperazione internazionale alla difesa e valorizzazione della biodiversità e di creare su questi temi veri e propri protocolli di azione comune con tutti gli agricoltori del mondo. Mossi dalla convinzione che è la difesa e la promozione del lavoro agricolo che consentirà all’Expo di segnare una svolta epocale per il mondo. Scarica qui la Carta di Milano: http://carta.milano.it/it/


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