In seguito  alle numerose richieste in merito al regime fiscale per la attività  di produzione di energia da fonte fotovoltai­ca esercitata da produttori agricoli si riporta una nota di sintesi del nostro ufficio tecnico che riporta un estratto dell’articolo di Gian Paolo Tosoni apparso sul “Il Sole 24 Ore” del 24/11/2010.

  

“I produttori agricoli, per l'attività di produzione di energia da fonte fotovoltai­ca, dichiarano solo il reddito agrario previsto dall'articolo 32 del Tuir se rispettano i re­quisiti dettati dalla circolare 32/E del 6 luglio 2009. Posso­no dichiarare il reddito agra­rio anche le società agricole - citate nell'articolo 2 del de­creto legislativo 99/2004 (Snc, Sas, Srl) - che abbiano optato per la determinazione del reddito su base catastale in base al comma 1093 della legge 296/06.In base ai chiarimenti della circolare 50/E del 1° ottobre 2010, risultano escluse da tale possibilità le cooperative agricole di trasformazio­ne/vendita dei prodotti dei soci che non possiedono ter­reni e quindi alle stesse risul­ta ovviamente preclusa la pos­sibilità di determinare cata­stalmente il reddito dell'atti­vita energetica. L'attività di produzione d'energia fotovoltaica, essen­do considerata attività agrico­la connessa, deve rispettare requisito della prevalenza. La circolare 32/E stabilisce che l'imprenditore agricolo deve essere in possesso di terreni agricoli (distinti in catasto con l'attribuzione di reddito agrario) nel comune ove e ubi­cato l'impianto fotovoltaico. Pertanto, attestato il possesso di terreni, l'imprenditore agri­colo deve verificare, in base alla potenza nominale dell'im­pianto (KW) il rispetto della prevalenza con l'attività agri­cola.

 I parametri da rispettare sono i seguenti:

- gli impianti di potenza infe­riore ai 200 KW sono sempre produttivi di reddito agrario (franchigia) se gestiti da un im­prenditore agricolo anche in regime di esonero Iva.

- gli impianti aventi una potenza superiore, ai 200 KW la preva­lenza e rispettata se ricorre alternativamente uno dei se­guenti requisiti:

- l'impianto e integrato ar­chitettonicamente (integra­zione parziale o totale) su strutture aziendali esistenti (per "esistente" s'intende una costruzione con mura pe­rimetrali e copertura iscritta in catasto);

- il volume di affari derivan­te dall'attività agricola (esclu­dendo ovviamente l'attività di produzione di energia) sia pre­valente rispetto al volume d'af­fari dell'attività di produzione di energia eccedente la fran­chigia (escludendo anche la ta­riffa incentivante);

- il titolare dell'impresa agricola, entro il limite di 1 MW, deve dimostrare di colti­vare almeno un Ha di terreno (utilizzato per l'attività agrico­la) ogni 10 KW di potenza no­minale installata eccedente i primi 200 KW.

Se l'imprenditore agricolo non rispetta almeno uno dei requisiti la produzione di energia eccedente la franchi­gia viene considerata produt­tiva di reddito d'impresa. Tuttavia, la disposizione e va­lida solo con riferimento alle società semplici e alle ditte in­dividuali.

Per le altre società agricole di persone e a responsabilità li­mitata, il non rispetto dei para­metri comporta la tassazione a reddito d'impresa di tutta l'attività di produzione d'ener­gia e la decadenza dell'opzione per la determinazione del reddito agrario.”