Con la manifestazione promossa dalla Cia, in programma il 7 e l’8 ottobre a Lecce , è stata l'occasione per focalizzare l’attuale situazione del settore e cercare di fornire le opportune indicazioni per uscire dalla crisi. Insieme a Confagricoltura e Copagri è stato presentato un documento unitario sul futuro della politica agricola Ue. . La riforma della Politica agricola Ue post 2013 e una nuova politica agraria nazionale. Questi due temi di vitale importanza per le imprese agricole italiane, sono stati i temi al centro della IV Conferenza economica promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori il 7 e l’8 ottobre a Lecce. Un appuntamento di grande rilievo che ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni europee, nazionali e locali, di rappresentanti del mondo economico, agroalimentare, cooperativo, scientifico, dei consumatori. Una convention che, attraverso il confronto fra tutti i protagonisti del settore, ha dato risposte mirate alle tante difficoltà che condizionano il sistema imprenditoriale agricolo, fornendo precise linee sulle quali operare per rilanciare sviluppo e competitività.I lavori della Conferenza sono stati preceduti dalla presentazione del Documento unitario di Cia, Confagricoltura e Copagri sul futuro della Pac. Ad illustrarlo saranno i tre presidenti Giuseppe Politi, Federico Vecchioni e Franco Verrascina. “La nuova Pac dovrà avere al suo centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico dovrà essere destinato ai veri agricoltori, a quelli professionali, alle imprese che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Bisogna dare risposte efficaci e propulsive agli imprenditori agricoli, non ai percettori di pura rendita fondiaria”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che ha anche sottolineato che “l’attuale architettura della Pac basata sui tradizionali pilastri (politiche di mercato, aiuti diretti e sviluppo rurale) è inadeguata. La leva della futura Pac deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera”.“La nuova politica agricola Ue -ha rimarcato il presidente della Cia- dovrà garantire non solo la sicurezza dell’approvvigionamento dei mercati dell’Europa e del mondo in materie prime alimentari e non alimentari, ma anche fornire beni pubblici ambientali, contribuendo alla vivacità dell’ambiente rurale ed allo sviluppo equilibrato dei territori. La Pac post 2013, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Dovrà finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”.

Insomma, la Pac, secondo Politi, “dovrà sempre più sostenere i comportamenti orientati allo sviluppo, sempre meno lo ‘status’ di agricoltore. In una prospettiva che vede la Pac a risorse limitate, il problema non è ridurre a priori il numero dei beneficiari, ma è selezionare le azioni. Non è, infatti, concepibile una politica agricola che colloca a margine l’obiettivo dell’ammodernamento delle aziende”.

 E’ questo uno dei passaggi più significativi del documento unitario sottoscritto da Cia-Confederazione italiana agricoltori, da Confagricoltura e da Copagri sulla Pac post 2013 e presentato a Lecce, in occasione della quarta Conferenza economica, dai rispettivi presidenti Giuseppe Politi, Federico Vecchioni, Franco Verrascina.Per Cia, Confagricoltura e Copagri, la politica di sviluppo rurale dovrebbe concentrarsi su misure a vantaggio delle imprese puntando sull’aumento della competitività. Quindi, vanno sostenuti gli investimenti aziendali (innovazione tecnologica), il ricambio generazionale, l’integrazione di filiera e la promozione all’export.  
 
Documento Congiunto CIA - Confagricoltura - Copagri