Dl Liquidità per autonomi e imprese: prestiti veloci, blocco tasse ...

Ieri, 14 Aprile, è stato pubblicato sul sito del Fondo di garanzia e su quello del ministero dello Sviluppo economico il modulo relativo alla garanzia del 100% su prestiti fino a un massimo di 25 mila euro. Il modulo va inviato via mail (anche con posta non certificata) agli intermediari finanziari che dovranno a loro volta richiedere la garanzia statale. 

!!! Per le aziende con codice Ateco esclusivamente agricolo il fondo di garanzia di riferimento sarà quello predisposto da ISMEA definito liquidità 25.

 

Cosa deve fare una impresa per accedere?

Va premesso che, in base al decreto liquidità, per i cosiddetti “mini prestiti” la garanzia statale del 100% è automatica e senza valutazione del Fondo. Ma il primo passo ovviamente è ottenere il prestito dalle banche, che non sono vincolate a concederlo e che possono comunque effettuare la loro istruttoria.  Il modello, come chiarito nella circolare diffusa ieri dall’Abi, serve soltanto per richiedere la garanzia. 

Da solo, ovviamente, non basta: se il richiedente non è cliente dell’istituto dovrà aprire un conto corrente. 

E ancora: la banca dovrà comunque eseguire una verifica per calcolare l’importo da erogare che, come è noto, avrà un tetto massimo di 25 mila euro, ma non potrà superare il tetto più alto tra il 25% del fatturato o il doppio dei costi del personale per il 2019. Qualcuno questo importo lo dovrà pur calcolare.

Serve poi l’autocerfificazione che attesti l’entità del danno subito dall’emergenza Covi-19. O, se l’impresa è stata costituita a inizio 2020, serve anche un’altra autocertificazione che attesti l’ammontare del ricavi del soggetto richiedente o della sua attività.

AVERE IL MODELLO PER LA RICHIESTA, DUNQUE, NON SIGNIFICA OTTENERE Il FINANZIAMENTO.

 

Chi la può fare?

Sono ammesse Pmi e lavoratori autonomi.

 

Quali sono le condizioni?

La durata del finanziamento è fino a 6 anni con inizio del rimborso dopo due anni e il tasso massimo applicabile è rapportato al Rendistato più uno spread dello 0,2% e ai valori attuali si attesta intorno all’1,2%.

 

Quando sarà possibile fare domanda?

Ieri si è riunito il Consiglio di gestione del Fondo di garanzia, che stima di ricevere le prime richieste dalle banche per la prossima settimana o al massimo nella prossima riunione di venerdì. Ma per il via libera servirà comunque completare l’aggiornamento della piattaforma informatica del Fondo. È necessario infatti che il Fondo adegui il proprio sistema informatico alle procedure ad hoc necessarie per attivare le garanzie. Non si tratta di un processo banale perché, nonostante per questi piccoli prestiti non sia necessaria una vera e propria istruttoria, alcuni step di verifica sono comunque necessari. Spetterà al sistema informativo del Fondo, infatti, analizzare le domande pervenute e verificare che, ad esempio, uno stesso individuo non faccia la medesima richiesta di finanziamento attraverso banche diverse. Saranno necessari comunque solo pochi giorni.  

 

Tutte le richieste saranno accettate?

L'indice di rischiosità elevato di queste piccole operazioni (coefficiente di rischiostimato:30%) limita di molto il numero di domande che saranno accolte. A conti fatti, con gli 1,7 miliardi stanziati nel decreto liquidità, si potrebbero coprire solo 200mila richieste per prestiti di 25mila euro. La distanza con la potenziale platea è enorme, anche se i beneficiari delle garanzie al 100% devono attestare di aver subito danni collegati all’emergenza. Le cifre di riferimento sono davvero notevoli: in Italia ci sono circa 4,3 milioni di Pmi. Sarà determinante ora il nuovo decreto atteso per fine aprile che dovrebbe contenere l’aumento del plafond (il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ha indicato l’obiettivo di 7 miliardi).

 

Le informazioni da fornire

Tornando al modulo da inviare agli intermediari finanziari, tra le varie voci va specificato che il soggetto beneficiario non è destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni della cosiddetta legge 231 e che non è in corso in esclusioni dettate dal codice dei contratti pubblici. 

Bisogna accettare il diritto del Fondo centrale di rivalersi sul beneficiario nel caso questi non rimborsi il prestito alle banche e specificare la propria classe dimensionale in base ai parametri della raccomandazione della commissione Ue 2003/361.

Da dettagliare gli aiuti di Stato di cui si è eventualmente già beneficiato e l’amministrazione che li ha concessi.

Nel modulo vanno riportati i dati relativi ai ricavi dell’ultimo esercizio contabile, come da ultimo bilancio depositato o da ultima dichiarazione fiscale presentata.

Per soggetti costituiti dopo il 1° gennaio 2019, invece, per attestare i ricavi basta un’autocertificazione oppure, specifica il modulo, altra documentazione idonea allo scopo.

Da compilare anche la voce relativa al codice Ateco dell’attività economica interessata dal finanziamento e quella in cui si attesta che si sono subiti danni economici legati all’emergenza Covid-19.

Non solo: vanno elencate le finalità del prestito.

Come da prassi del Fondo, è prevista poi l’autorizzazione a controlli ed ispezioni presso le proprie sedi che il gestore (dovesse ritenere necessari. Per indebita fruizione si richiamano le sanzioni previste dal Dlgs 123 del 1998: da due a quattro volte l’importo dell’intervento.

 

La mia azienda ha tutti i requisiti cosa faccio?

Le imprese e le persone fisiche che hanno i requisiti in questi giorni possono:  contattare la banca di riferimento per impostare una pratica (non è scontato che l'istituto di credito sia disponibile), valutare il costo della istruttoria (anche se semplice ha un costo) e richiedere ai nostri uffici i dati necessari per la compilazione del modulo.

 

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