Produttori agricoli che esercitano esclusivamente le attività assorbite dal reddito agrario, non obbligati a compilare la dichiarazione Irap 2016. Resta il problema dell'utilizzo delle eccedenze del tributo, che dovrebbero essere utilizzate anche in compensazione, a prescindere dalla mancata presentazione del modello dichiarativo. Con la risoluzione 93/E di ieri, l'Agenzia delle entrate ha risposto a precisi quesiti in merito all'esclusione dall'Irap dei produttori agricoli, sancita dal comma 70, dell'art. 1, della legge 208/2015 che ha modificato l'art. 3, digs 446/1997, abrogando la lett. d), comma 1 del medesimo art. 3 e aggiungendo la lett. Ibis), al comma 2 che individua i soggetti non assoggettati al tributo regionale. L'agenzia ricorda che i soggetti che esercitano l'attività agricola, nel rispetto dell'art. 32, dpr 917/1986 (1Lir), e che quindi sono inquadrabili come produttori agricoli, a prescindere dalla veste giuridica (imprenditori individuali e società, anche cooperative), cui si applicava l'aliquota ridotta dell'1,9%, a partire dal periodo d'imposta 2016, non sono più soggetti passivi del tributo. Restano assoggettate all'Irap, le attività che hanno sempre scontato l'aliquota ordinaria (3,9% ), di agriturismo, di allevamento di animali con terreno insufficiente a produrre almeno un quarto dei mangimi necessari e le altre attività connesse, come individuate nell'art. 56-bis del'IIe (manipolazione e trasformazione di prodotti non inseriti nel decreto biennale e le prestazioni di servizi). Quindi, in dettaglio, i produttori agricoli che svolgono allevamento di animali oltre il limite, di cui alla lett. b), del comma 2, dell'art. 32 del 1Lir, devono determinare il valore della produzione netta, da escludere da tassazione, tenendo conto dei capi allevati entro i limiti (art. 32 del Thir), rispetto al numero complessivo dei capi allevati. Per i soggetti che svolgono le altre attività agricole (connesse), di cui all'art. 56-bis del Tuir, il valore della produzione netta da escludere da tassazione deve essere determinata sulla base del rapporto tra l'ammontare dei ricavi e dei proventi riferibili all'attività agricola assorbita dal reddito agrario (art. 32 del 'I dir) e l'ammontare complessivo dei ricavi e dei proventi rilevanti ai tini del detto tributo. I produttori agricoli che, invece, svolgono contemporaneamente le attività agricole principali (assorbite dal reddito agrario) e le attività agrituristiche, devono determinare il valore della produzione, esclusa da tassazione, sulk base dei dati contabili rilevabili nell'ambito delle relative contabilità separate. Ulteriore problema riguardava la deduzione per lavoro dipendente per i produttori che esercitano, con il medesimo personale, attività soggette al tributo e attività escluse dall'Irap; in tal caso, l'ammontare delle deduzioni, da imputare all'attività ancora assoggettata al tributo, deve essere ridotta della quota imputabile all'attività agricola esclusa, determinata applicando all'ammontare complessivo delle deduzioni in commento lo stesso rapporto utilizzato per determinare la quota di valore della produzione non soggetta a imposizione Irap. Il documento di prassi, infine, interviene sulla modalità di compilazione della dichiarazione, ne esclude la presentazione (e compilazione) in presenza di soggetti che svolgono unicamente le attività agricole assorbite dal reddito agrario e, quindi, non assoggettate a Irap, senza indicare come ottenere il rimborso delle eccedenze di credito del tributo (si ritiene certamente con istanza ma, sebbene in maniera forzata, anche con compensazione senza riporto in dichiarazione), indicando anche le modalità di compilazione dei quadri specifici per la determinazione del valore della produzione, in presenza di produttori che esercitano attività agricole in parte non assoggettate al tributo.