Vediamo i principali settori verso i quali l'Inps indirizzerà l'attività di vigilanza in agricoltura nel corso del corrente anno.    La consapevolezza di presiedere la «Rete di lavoro agricolo di qualità» ha convinto l'Inps a dover orientare l'attività ispettiva in maniera maggiormente selettiva. Per quanto riguarda le aziende agricole e altri soggetti che operano nel settore (CD, CM, IAP), l'Inps ritiene necessario portare avanti anche nel 2017 l'attività di contrasto dei fenomeni irregolari in agricoltura, al duplice fine di evitare il pagamento di prestazioni indebite e di fare emergere l'evasione contributiva. In merito, l'Inps nota come in molte regioni il ricorso al lavoro irregolare, in questo settore, abbia assunto i connotati di un fenomeno strutturale. Spesso a causa della crisi economica che ha colpito il Paese negli ultimi anni, i piccoli imprenditori agricoli trovano conveniente ricorrere al lavoro irregolare, in tutto o in parte, per avere margini di guadagno più consistenti. La circostanza fa sì che sempre meno datori di lavoro reclutino i lavoratori attraverso sistemi regolari ai quali si riconnettono una serie di adempimenti fiscali. Fenomeni come la mancata applicazione dei contratti collettivi provinciali con la conseguente fruizione indebita delle agevolazioni contributive, l'impropria iscrizione al settore agricolo di aziende c.d. «senza terra», che di fatto sono da comprendere nel settore dei servizi alle imprese e quindi del terziario, l'utilizzo di personale fornito da cooperative di produzione e lavoro prive dei requisiti di legge previsti per essere ricomprese nelle società di somministrazione lecita di manodopera, l'assunzione di familiari in qualità di operai a tempo determinato in luogo della più corretta iscrizione in qualità di coadiutori per accedere alle prestazioni a sostegno del reddito, l'utilizzo fraudolento dei contratti di compartecipazione agraria, sono solo alcuni degli esempi di «criticità» da aggredire. Particolare allarme sociale sta destando, inoltre, secondo l'Inps, il persistere del fenomeno del caporalato, che il più delle volte è espressione di organizzazioni criminali vere e proprie. I caporali svolgono, dietro pagamento di somme detratte direttamente dalle retribuzioni dei braccianti, un'opera d'intermediazione che si sostanzia nella selezione dei lavoratori e nel loro trasporto presso il luogo di raccolta. Tale sistema si sovrappone e finisce con il sostituirsi a quello legale, impedendo che si realizzi l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, con la conseguenza che, molto spesso, i lavoratori vengono sottoposti a condizioni inaccettabili di sfruttamento, con orari massacranti, retribuzioni largamente al di sotto dei minimi contrattuali, assenza di qualsiasi protezione contro gli infortuni e gli incidenti sul lavoro.  L'attività ispettiva Sarà inoltre volta a verificare eventuali fenomeni di fruizione indebita dell'esonero contributivo nei confronti delle aziende che hanno fatto ricorso agli sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato, il c.d. sgravio triennale, già avviata nel corso dell'anno 2016. Infine l'Inps spiega che il fenomeno della simulazione di rapporti di lavoro finalizzata a porre in essere truffe ai danni dell'Inps, tradizionalmente legato al solo settore delle imprese agricole e localizzato soltanto nelle regioni meridionali, si è diffuso negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale e si è sviluppato con una molteplicità di forme, utilizzando in maniera fraudolenta proprio il sistema dei flussi telematici che l'Inps ha potenziato per favorire e velocizzare l'invio dei dati da parte di aziende e invadendo anche settori merceologici mai interessati dal problema in precedenza. Strettamente collegati al fenomeno, e sempre più frequenti, sono i furti d'identità sia dei datori di lavoro, con i quali sono stati rilasciati Pin necessari alla trasmissione dei flussi, che dei lavoratori, cui vengono intestate carte di credito prepagate con disponibilità di Iban sul quale viene chiesto di versare le prestazioni indebite. In considerazione della rilevanza del fenomeno e della necessità di utilizzare ogni mezzo di contrasto, tali procedure saranno impiegate sia a livello centrale sia a livello territoriale in modo da coinvolgere in modo significativo la vigilanza documentale e ispettiva.