Non solo tortura, conflitto d'interessi, ius soli, biotestamento, codice antimafia, processo penale. Nella lista delle leggi che rischiano di rimanere schiacciate nella morsa delle elezioni anticipate ce anche quella sul consumo di suolo. Basta un dato per rendere bene l'idea. L'Italia, come recentemente rivelato dall'Istat, è tra i Paesi più urbanizzati d'Europa: il suolo con copertura artificiale è il 7% contro una media Ue del 4,1. A Napoli, addirittura, la percentuale di superficie impermeabilizzata è del 38,9%. Ma non se la passa bene nemmeno Milano (33,1%). Circostanze che hanno spinto il Parlamento a intervenire contro la cementificazione selvaggia con un provvedimento, approvato alla Camera il 12 maggio 2016, che oltre ad azzerare il consumo di suolo entro il 2050 si prefigge pure di tutelare le aree agricole e semplificare le procedure per gli interventi di riqualificazione. Tutto molto interessante, se non fosse che a un anno di distanza la legge è arenata. "La legge sul consumo di suolo poteva essere la pietra angolare della tutela del nostro territorio, sistematicamente colpito da disastri e martoriato dal dissesto idrogeologico.  Purtroppo   dobbiamo prendere atto che la tutela dell'ambiente e la sicurezza dei cittadini valgono meno degli interessi elettorali" spiega Ugo Marcelli presidente della CIA di Ascoli Piceno e Fermo.