Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, alimentato dalla crescita esponenziale dei consumi, in particolare in alcune aree del mondo, rischia di farci entrare in uno scenario in cui il cibo è destinato a diventare una risorsa scarsa e costosa. Se è vero che nel 2050 saremo oltre 9 miliardi a popolare il pianeta, ciò significa che, per soddisfare la domanda alimentare, la produzione dovrà aumentare del 70%. In questo contesto, anche l’Europa è entrata nel mirino delle grandi economie di scala che, dopo l’accaparramento di vaste aree agricole del Sud del mondo, sono pronte a investire anche in Ue con un fortissimo rischio “colonizzazione”: fondi comuni d’investimento cinesi e americani, infatti, sono pronti a comprare le terre che vengono abbandonate e il Vecchio Continente corre il serio pericolo di diventare vittima del “land grabbing”, perdendo nel giro di un decennio metà della sua produzione agricola. L’allarme è stato lanciato a Expo nel corso dalla prima giornata di lavori. “Ai giovani è stato chiesto di produrre di più con meno e questa sfida l’abbiamo raccolta -ha spiegato il presidente del Ceja Matteo Bartolini-. Sappiamo che le imprese agricole condotte dagli ‘under 35’ sono più estese, hanno più capacità produttiva, hanno maggiore attenzione al biologico e all’ambiente. Ma sappiamo anche che oggi solo il 7,5% delle imprese agricole europee è condotta da giovani, mentre il 30% delle coltivazioni è portata avanti da ‘over 65’. Il dato più allarmante, però, è che solo un’azienda su 10 di quelle che cessano viene rilevata e portata avanti da un giovane agricoltore. L’Europa sta perdendo terra coltivata e ci sono già pronti fondi comuni d’investimento di tutto il mondo a comprare queste terre. Perché i cibo sarà i business del futuro, ma se subiamo il ‘land grabbing’ la biodiversità che oggi vogliamo tutelare domani non ci sarà più”. Un pensiero confermato dalla presidente dell’Agia Maria Pirrone, che ha rivendicato “

equità per chi lavora la terra. Equità che significa intelligenza, fertilità dei suoli e qualità, ma che prima di tutto significa possibilità concreta d’intraprendere”. L’allarme dei giovani della Cia è stato raccolto dalla Commissione Ue nelle parole di Ricard Ramon Y Samoy che, dopo aver confermato i dati sulla perdita

di suolo agricolo e sull’anzianità dell’imprenditoria agricola europea, ha ricordato le nuove misure e gli incentivi introdotti dalla nuova Pac sia nell’ambito degli aiuti diretti sia nello sviluppo rurale. La Commissione -ha ribadito Ramon Y Somoy- è impegnata nella nuova politica economica su tre fronti: occupazione, crescita, investimenti e assegna all’agricoltura giovane un ruolo di primo piano nel rilancio dell’economia europea”.