Con tre partecipati sit-in a Roma nei luoghi simbolo dell'attività parlamentare (la Camera dei deputati, il ministero dell'Economia e quello delle Politiche agricole) e migliaia di agricoltori provenienti da tutta l'Italia, si è conclusa il 31 marzo la mobilitazione di Agrinsieme, diretta a sensibilizzare le istituzioni, i media e l'opinione pubblica sul ruolo dell'agricoltura e dell'agroalimentare per la crescita e l'occupazione del Paese. Un ruolo vitale sempre più difficile da mantenere se non si agisce sui "nodi" che attanagliano il settore, in primis la fiscalità opprimente. "Sull'Imu, se la partita è aperta, noi la vogliamo giocare -ha detto Agrinsieme-. Le misure tampone decise sono assolutamente insufficienti per lenire gli effetti di una tassazione che grava in maniera pesantissima sui fattori di produzione. Oltretutto con una progressione che ha visto in pochi anni quasi triplicare il carico fiscale sulle imprese: la vecchia Ici era di 350 milioni di euro, oggi siamo a 900 milioni. Ma soprattutto è stato sbagliato il modo con cui è stato fatto questo provvedimento, per questo occorre fermarsi subito". Ma non solo la protesta contro l'Imu. Al termine della mobilitazione, il coordinamento tra Cia, Confagri e Alleanza delle cooperative ha incontrato la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il consigliere della presidente della Camera Carlo Leoni, il presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio Luca Sani, i rappresentanti della Commissione Agricoltura, della Conferenza delle Regioni e del ministero dell'Economia e delle Finanze, a cui è stato consegnato un articolato documento con le proposte e le priorità del mondo agricolo per sostenere il settore primario e farne il vero "driver" della ripresa economica del Paese.