A Bologna la prima iniziativa del ciclo “Il territorio come destino” pre Expo: entro il 2030 dalla campagna 200 mila posti di lavoro. Nei prossimi quindici anni l’agricoltura diventerà ancora più fondamentale, grazie allo sviluppo ulteriore della multifunzionalità e delle attività connesse, dalla produzione di energie alla manutenzione delle aree verdi anche urbane, dalle fattorie sociali alla riqualificazione del patrimonio artistico e architettonico. Tutte funzioni che si aggiungono a quella primaria di “dispensa del Paese” e che sposteranno più di 40 miliardi di euro con la prospettiva di garantire circa 200 mila nuovi posti di lavoro. Sono questi i dati emersi nel corso del convegno nazionale promosso dalla Cia a Bologna, il primo appuntamento de “Il territorio come destino”, il ciclo di iniziative che accompagnerà la Confederazione fino a Expo 2015. “Anche se il Paese continua a respirare una crisi persistente -ha detto il presidente nazionale Dino Scanavino- nell’agricoltura e nel territorio rurale ci sono sempre nuove idee ed energie per superare l’impasse e creare ulteriori occasioni di reddito e sviluppo”. D’altra parte, secondo l’analisi della Cia, oggi l’impresa agricola recupera vigorosamente una dimensione sociale, culturale, che si affianca a quella economica: propone e influenza stili di vita e di consumo, fa innovazione sociale, produce esternalità positive nella società e nel modo di concepire l’impresa, il territorio, il mercato, le relazioni umane e familiari.