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L’Europa è a rischio “colonizzazione ”, i giovani della Cia lanciano l’allarme. PDF Stampa
Mercoledì 06 Maggio 2015 00:00

Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, alimentato dalla crescita esponenziale dei consumi, in particolare in alcune aree del mondo, rischia di farci entrare in uno scenario in cui il cibo è destinato a diventare una risorsa scarsa e costosa. Se è vero che nel 2050 saremo oltre 9 miliardi a popolare il pianeta, ciò significa che, per soddisfare la domanda alimentare, la produzione dovrà aumentare del 70%. In questo contesto, anche l’Europa è entrata nel mirino delle grandi economie di scala che, dopo l’accaparramento di vaste aree agricole del Sud del mondo, sono pronte a investire anche in Ue con un fortissimo rischio “colonizzazione”: fondi comuni d’investimento cinesi e americani, infatti, sono pronti a comprare le terre che vengono abbandonate e il Vecchio Continente corre il serio pericolo di diventare vittima del “land grabbing”, perdendo nel giro di un decennio metà della sua produzione agricola. L’allarme è stato lanciato a Expo nel corso dalla prima giornata di lavori. “Ai giovani è stato chiesto di produrre di più con meno e questa sfida l’abbiamo raccolta -ha spiegato il presidente del Ceja Matteo Bartolini-. Sappiamo che le imprese agricole condotte dagli ‘under 35’ sono più estese, hanno più capacità produttiva, hanno maggiore attenzione al biologico e all’ambiente. Ma sappiamo anche che oggi solo il 7,5% delle imprese agricole europee è condotta da giovani, mentre il 30% delle coltivazioni è portata avanti da ‘over 65’. Il dato più allarmante, però, è che solo un’azienda su 10 di quelle che cessano viene rilevata e portata avanti da un giovane agricoltore. L’Europa sta perdendo terra coltivata e ci sono già pronti fondi comuni d’investimento di tutto il mondo a comprare queste terre. Perché i cibo sarà i business del futuro, ma se subiamo il ‘land grabbing’ la biodiversità che oggi vogliamo tutelare domani non ci sarà più”. Un pensiero confermato dalla presidente dell’Agia Maria Pirrone, che ha rivendicato “

equità per chi lavora la terra. Equità che significa intelligenza, fertilità dei suoli e qualità, ma che prima di tutto significa possibilità concreta d’intraprendere”. L’allarme dei giovani della Cia è stato raccolto dalla Commissione Ue nelle parole di Ricard Ramon Y Samoy che, dopo aver confermato i dati sulla perdita

di suolo agricolo e sull’anzianità dell’imprenditoria agricola europea, ha ricordato le nuove misure e gli incentivi introdotti dalla nuova Pac sia nell’ambito degli aiuti diretti sia nello sviluppo rurale. La Commissione -ha ribadito Ramon Y Somoy- è impegnata nella nuova politica economica su tre fronti: occupazione, crescita, investimenti e assegna all’agricoltura giovane un ruolo di primo piano nel rilancio dell’economia europea”.

 
La Cia presenta a Expo l’esperienza delle Fattorie didattiche e sportive. PDF Stampa
Lunedì 02 Novembre 2015 16:50

Il valore della terra, il ruolo dell’impresa agricola, la cultura del bello e del buono raccontata ai bambini con le Fattorie didattiche e gli agri-nido. Questa è una delle frontiere più importanti dell’agricoltura multifunzionale che è al centro dell’azione della Cia illustrata nel corso della prima giornata all’interno di Expo. “Avvicinarsi all’agricoltura sperimentandosi ‘coltivatori per un giorno’, guardando dal vivo il percorso del cibo dalla terra alla tavola, producendo qualcosa con le nostre mani, ci fa avvicinare con maggiore consapevolezza al mangiar sano, a una corretta educazione alimentare”. Lo ha spiegato la vicepresidente vicaria della Cia Cinzia Pagni nel corso dell’iniziativa “L’Agricoltura è vita e benessere” in cui è stata presentata la rete delle Fattorie didattiche che aderiscono a Turismo Verde. Proprio per sottolineare l’importanza di queste esperienze a livello sociale, culturale e turistico, la Cia organizzerà a Expo, durante l’ultima settimana di maggio (dal 25 al 31) veri e propri laboratori didattici per far conoscere i prodotti, il lavoro e i valori della campagna. Importanti iniziative per bambini e non solo dove si scopriranno, ad esempio, il mondo della lana, quello delle api o dello zafferano. E ancora: come vive e lavora una fattoria, come si realizzano pane e pasta, miele e formaggio, sperimentando da vicino la vita e i profumi dei campi. Ma la prima giornata all’Esposizione di Milano è servita anche per presentare e rilanciare le Fattorie sportive, il progetto che coniuga agricoltura e sport firmato dalla Cia e certificato dalla Fidal, con una testimonial d’eccezione: la campionessa di atletica leggera Gabriella Dorio, medaglia d’oro alle olimpiadi di Los Angeles. Attraverso la rete delle Fattorie sportive, che hanno allestito “percorsi intelligenti” o “percorsi salute” realizzati in agriturismi, la Cia vuole divulgare il sistema di valori del mondo rurale e del mondo dello sport. Insomma un mix di straordinarie opportunità presentate all’Expo per far conoscere e diffondere l’agricoltura e coltivare il vivaio dei giovani e degli sportivi. Vai sul sito di Turismo Verde della Cia: http://www.turismoverde.it

 
Il futuro del settore sono le nuove generazioni: la Cia in Expo parte dai giovani. PDF Stampa
Mercoledì 06 Maggio 2015 00:00

Nella sua prima giornata di presenza all’Expo, il 5 maggio, la Cia è partita dai giovani, le nuove leve del settore che rappresentano il futuro dell’agricoltura. Nel corso dell’evento “Giovani: il vivaio da coltivare per far crescere il Paese”, articolato in varie iniziative, la Confederazione ha presentato i tanti giovani agricoltori che aderiscono all’Agia. Dal 2010, secondo un’indagine congiunta Cia-Censis, su circa 117 mila nuove attività, 106 mila hanno riguardato il settore primario e 11 mila quello agroalimentare. 17 mila gli “under 30” che hanno avviato un’impresa agricola. Questo significa, che su 100 start-up, 15 sono state create da giovanissimi. Non solo, le imprese agricole “young” mostrano una particolare dinamicità e capacità di adattamento ai cambiamenti del contesto: prendono in affitto le terre per espandere le dimensioni aziendali, oltre un quarto segue coltivazioni biologiche, seguono protocolli di ricerca e risultano fortemente innovative anche in virtù dell’alta qualificazione degli imprenditori e dell’elevato livello d’istruzione. Infatti, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 39 anni, il 45,3% è in possesso di un diploma di scuola superiore e l’11,2% ha una laurea. E tra gli “under 25”, ben il 65,3% ha un diploma superiore e il 5,2% è già laureato. Continuando, tra il 2009 e il 2013 l’iscrizione alle Facoltà collegate al settore primario ha segnato un vero “boom”: +43% per Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, +23% per Scienze e tecnologie alimentari, +19% per Scienze e tecnologie agrarie e forestali. Numeri importanti che, come sottolineato dal presidente nazionale Cia Dino Scanavino, “rappresentano il nuovo volto imprenditoriale dell’agricoltura, che guarda e agisce per la tutela della biodiversità, il mercato, la ricerca e l’integrazione di filiera e che poggia su un alto livello di qualificazione professionale. Se le imprese agricole riusciranno a cogliere le opportunità del mercato, sviluppandosi in chiave moderna, mostrando dinamismo, integrandosi nella filiera e puntando sulla qualità e sulle relazioni con turismo, cultura e ambiente, sarà possibile creare in cinque anni centomila posti di lavoro”. Una sfida ambiziosa che ha raccolto anche il sostegno del premier Matteo Renzi, che ha voluto essere vicino ai giovani imprenditori dell’Agia riuniti in assemblea a Expo, inviando il suo saluto: “Avete di fronte sfide fondamentali -ha detto- e in questo compito avete il mio sostegno”. Un segnale accolto positivamente dalla presidente dei giovani della Cia, Maria Pirrone: “E' una conferma del ruolo centrale dell’agricoltura per far crescere l’Italia”.


 
Expo 2015: si parte il primo maggio, la Cia protagonista PDF Stampa
Giovedì 30 Aprile 2015 00:00

Risultati immagini per expo ciaDomani, 1° maggio, sarà inaugurata l’Esposizione Universale di Milano che per i prossimi sei mesi metterà l’Italia al centro del più grande evento mai realizzato nella storia sui temi dell’alimentazione e della nutrizione. Un appuntamento irrinunciabile per la Cia che sarà protagonista con numerose iniziative, eventi e proposte sia nel Padiglione Italia -dove, tra l’altro, sarà allestito l’ufficio di rappresentanza- sia nel Biodiversity Park di cui la Confederazione è main partner. “Sarà importante cogliere tutte le chance che Expo 2015 potrà offrire, mettendo in relazione le diverse realtà e i soggetti presenti, ma anche contribuire a tracciare una strategia futura sui temi legati all’alimentazione -ha detto il presidente nazionale Dino Scanavino-. Per fare di Expo un momento di riflessione, anche di svolta, nel dibattito sul futuro del cibo e la sicurezza alimentare, la soluzione non è un mondo senza agricoltori ma un mondo con agricoltori più protagonisti”. Una questione che la Cia ha posto con forza anche martedì 28 aprile in occasione della presentazione della Carta di Milano. “Dobbiamo scongiurare il rischio che gli agricoltori, i veri interpreti della sfida del millennio ‘Nutrire il pianeta, Energia per la vita’, finiscano in secondo piano. Non vorremmo che la portata dell’evento Expo e un eccesso di esposizione mediatica non già sui temi delle risorse alimentari ma sull’enogastronomia faccia dimenticare che, senza il lavoro dei campi, non si può nutrire il pianeta né generare energie per la vita”. La Cia ha intenzione di utilizzare l'Expo per porre all’attenzione dei visitatori e delle istituzioni tutto ciò che costituisce agricoltura: dalle tradizioni alla tecnologia, dalla cooperazione internazionale alla difesa e valorizzazione della biodiversità e di creare su questi temi veri e propri protocolli di azione comune con tutti gli agricoltori del mondo. Mossi dalla convinzione che è la difesa e la promozione del lavoro agricolo che consentirà all’Expo di segnare una svolta epocale per il mondo.

 

Scarica qui la Carta di Milano

 

 
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