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Expo, Anabio-Cia e Adiconsum insieme per lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia. PDF Stampa
Venerdì 08 Maggio 2015 00:00

Il mercato dell’agricoltura biologica è in continua crescita ed è uno dei pochi settori che non ha risentito della crisi di questi anni. Segno che qualcosa sta cambiando nel modo di pensare e di agire dei consumatori italiani in fatto di alimentazione e nutrizione. In virtù di tali mutate esigenze, Adiconsum e Anabio-Cia hanno deciso di lavorare insieme per lo sviluppo dell’agricoltura “bio” in Italia. La collaborazione siglata tra le due organizzazioni non poteva collocarsi in un contesto migliore considerando, da un lato, l’apertura dell’Expo 2015, i cui obiettivi “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” vengono sposati perfettamente dall’agricoltura biologica, e dall’altro l’avvio della nuova fase di Programmazione europea 2014-2010. Base di partenza del lavoro congiunto sarà il Memorandum #2015: Agricoltura biologica 2.0, una sorta di piattaforma politica e professionale, elaborato da Anabio-Cia e condiviso da Adiconsum. Il Memorandum stila un elenco di azioni che devono essere messe in pratica per affermare definitivamente l’agricoltura biologica nel nostro Paese. Tra queste: l’approvazione di un nuovo Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica; l’assegnazione di adeguate risorse nei Psr; la riforma del sistema di certificazione; il potenziamento del piano nazionale sementiero; la nascita di nuovi bio-distretti italiani; la semplificazione amministrativa e l’unificazione dei controlli amministrativi; l’estensione della banda larga in tutte le aree rurali. Adiconsum e Anabio realizzeranno anche il “Forum dell’Agricoltura biologica”, i cui risultati saranno presentati in occasione del Sana (Salone internazionale del biologico e del naturale) che si terrà dal 12 al 14 settembre a Bologna.

 
Con l’apertura della sede europea e la IX Giornata Ue dei diritti del malato, Cia e Cittadinanzattiva consolidano la loro partnership. PDF Stampa
Martedì 12 Maggio 2015 00:00

Cittadinanzattiva apre il proprio ufficio di rappresentanza europeo presso il Palazzo della Cia di Bruxelles, consolidando la partnership con la Confederazione. L’inaugurazione si è tenuta il 12 maggio alla presenza del segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso e di numerosi dirigenti della Cia, prima di tutto Dino Scanavino, Cinzia Pagni e Alberto Giombetti. L’apertura della sede nella capitale dell’Ue rappresenta per Cittadinanzattiva una novità assoluta in 37 anni di impegno civico, ma è anche la dimostrazione concreta di quanto sia rilevante per un’associazione la dimensione europea. L’evento è avvenuto a margine della IX Giornata europea dei diritti del malato promossa da Cittadinanzattiva e celebrata presso il Parlamento Ue. L’iniziativa è stata dedicata alla sostenibilità dei sistemi sanitari collegata alle tematiche relative alle malattie croniche e ha visto la partecipazione di esponenti di spicco del mondo istituzionale, accademico e scientifico. Le conclusioni sono state affidate alla vicepresidente della Cia nazionale, Cinzia Pagni che, dopo aver tirato le somme di quanto emerso nel dibattito, si è soffermata sul rapporto agricoltura-alimentazione e sulle implicazioni delle abitudini alimentari sulla salute umana. “I principali fattori di rischio delle malattie croniche sono legati soprattutto a stili di vita non adeguati e in particolare a quelli alimentari -ha detto la Pagni-. Il ruolo della prevenzione e dell’educazione alimentare diventa quindi la leva principale di una strategia per introdurre comportamenti più virtuosi. Ma l’impegno a favore delle corrette abitudini alimentari passa necessariamente anche attraverso la tutela della qualità agroalimentare. In tal senso, il sistema di regole europee improntato sulla certificazioni Dop, Igp e Stg costituisce una frontiera importante. Di pari passo, la trasparenza alimentare intesa come diffusione delle informazioni in etichetta sugli aspetti legati alla tutela della salute pubblica, è un altro fronte su cui l’Ue ha compiuto miglioramenti notevoli. Partire dall’esperienza comunitaria per favorire la diffusione di modelli alimentari che siano sempre più attenti all’impatto sulla salute: è questa la strada da seguire per il futuro”, ha concluso la vicepresidente nazionale della Cia. Per saperne di più su Cittadinanzattiva: http://www.cittadinanzattiva.it/

 
Expo: la Cia presenta a Bruxelles il documento “Il territorio come destino”. PDF Stampa
Lunedì 02 Novembre 2015 17:06

Gli agricoltori italiani presentano all’Europa il loro contributo alla “Carta di Milano”, il manifesto programmatico che simboleggerà l’eredità “morale” di Expo. Il 13 maggio al Press Club di Bruxelles, in una sala gremita di giornalisti e rappresentanti delle istituzioni comunitarie e italiane, il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino ha raccontato la genesi de “Il territorio come destino”, il documento di sintesi del ciclo d’iniziative che la Cia ha portato avanti in tutta Italia nell’ultimo anno per arrivare a definire un modello economico, sociale e produttivo sostenibile a cui riferirsi nel futuro per vincere la sfida di “nutrire il Pianeta”. Una sfida che non riguarda solo l’Italia ma coinvolge tutti, in primis l’Europa. “Il territorio è il destino degli agricoltori -ha detto Scanavino- e l’Europa deve essere lungimirante. Per garantire la sicurezza alimentare globale di fronte alla competizione e agli scenari del cambiamento, la soluzione non è un mondo senza agricoltori, ma un mondo con agricoltori competitivi e sempre più protagonisti”. Una sfida che il settore primario dovrà vincere usando meno risorse per produrre di più con il supporto di ricerca e innovazione. Ma l’agricoltura vuole anche farsi carico delle più ampie problematiche della contemporaneità, riorganizzando la capacità di produrre in modo sostenibile, di assicurare equamente il cibo ridandogli valore e affermandolo come diritto, contribuendo attivamente all’educazione alimentare quale presupposto per contrastare le diverse forme di spreco, di gestire capillarmente le risorse naturali, di impostare un nuovo welfare. “Ed è proprio questo -ha aggiunto il presidente della Cia- il nostro contributo a Expo e al futuro che vogliamo”. Intervenuto al dibattito, il presidente della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento Ue, Giovanni La Via, ha plaudito all’iniziativa della Cia di contribuire in maniera così forte e determinante alla costruzione della Carta di Milano: “La sostenibilità -ha spiegato- è, senza dubbio, una delle più grandi sfide che dobbiamo affrontare, perché non possiamo pensare di consumare beni e prodotti e di non lasciare, a chi verrà dopo di noi, uno stock di risorse adeguato per continuare il processo produttivo e, soprattutto, per produrre sempre più alimenti in quantità adeguate”. Anche Michela Giuffrida, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e coordinatrice della delegazione AgriUe a Expo, ha osservato come la Cia “con il documento ‘Il territorio come destino”, risponde alla sfida della sicurezza alimentare globale con un approccio molto giusto, partendo da una consultazione dal basso, da chi ogni giorno si impegna per coltivare e produrre cibo”. Un plauso all’impegno della Cia, infine, è arrivato anche dal presidente del Comitato scientifico italiano per Expo 2015 Claudia Sorlini: “Il contributo della Confederazione alla Carta di Milano è molto significativo -ha affermato- perché parte dalle esigenze e dai problemi degli agricoltori, che sono i veri protagonisti della sfida dell’approvvigionamento alimentare globale. Al settore primario non si chiede solo cibo, ma anche di salvaguardare il territorio producendo in maniera sostenibile. Una sfida impegnativa, e la scommessa di Expo, ma che può essere vinta con la collaborazione del mondo della ricerca e sviluppando l’innovazione”.

 
Ortofrutta: gli stati generali della Cia si incontrano a Faenza. PDF Stampa
Giovedì 07 Maggio 2015 00:00

Lo stato di salute e le prospettive future dell’ortofrutta italiana ed emiliana sono state al centro dell’iniziativa promossa dalla Cia a Faenza il 7 maggio animata da rappresentanti del mondo produttivo e istituzionale. Dopo aver tracciato il quadro caratterizzante il trend di mercato e le dinamiche settoriali, i lavori si sono concentrati sulle principali traiettorie di crescita e sviluppo competitivo, anche in considerazione dei rischi e delle minacce che caratterizzano l’ortofrutta italiana e regionale. “L’ortofrutta è un tema complesso che va affrontato sotto tutti gli aspetti e da tutti gli attori, agricoltori e istituzioni, ognuno nel proprio ambito ma nell'ottica del dialogo, con concretezza e lungimiranza -ha detto il presidente di Cia Ravenna, Danilo Misirocchi-. Le aziende sono preparate per fare agricoltura; devono essere pronte a scommettere, innovare. Noi come produttori dobbiamo fare la nostra parte, come singoli, come rappresentanze sindacali, come strutture economiche, come aggregazioni”. La regione Emilia Romagna, per mezzo dell’assessore all'Agricoltura, Simona Caselli, ha sottolineato l’importanza del sistema ortofrutticolo emiliano-romagnolo all’interno dell’economia agroalimentare nazionale e comunitaria: “In Italia -ha dichiarato- siamo primi per superficie coltivata e per produzione lorda vendibile. Tra le nostre eccellenze le pere, il pomodoro da industria, le pesche, il kiwi. Siamo anche una delle regioni più avanzate dal punto di vista dell’aggregazione come Op e come Aop”. Tuttavia, per competere con successo sui mercati globali la strada è una sola: fare un salto di qualità sul fronte dell’organizzazione. A tirare le somme dell’iniziativa è stato il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, che ha posto anche lui l’accento sulla necessità di aumentare il livello di organizzazione. Nonostante i passi avanti compiuti dal settore in termini di organizzazione sotto la spinta della normativa europea, la filiera ortofrutticola continua a essere caratterizzata dalla mancanza di equilibrio. “Occorre che ci sia uno sforzo da parte delle istituzioni per definire e avviare rapidamente una riorganizzazione economica del settore - ha evidenziato Scanavino- che promuova l’aggregazione del prodotto e la qualificazione dell’offerta e che assicuri un rinnovato protagonismo in termini di ruolo e delle funzioni svolte dalle imprese agricole”. Oltre a ciò, il presidente della Cia si è soffermato sul tema della gestione delle crisi: “Le crisi estive degli anni recenti, da ultima quella del 2014, inasprita anche dal bando alle esportazioni Ue imposto dalla Russia, hanno dimostrato l’insufficienza delle misure esistenti soprattutto perché adottate dopo che le crisi avessero manifestato i loro effetti negativi. È necessario definire e attuare un’azione ex-ante con il contributo degli altri Stati dell’Unione. Il memorandum siglato lo scorso anno da Italia, Spagna e Francia può essere una buona base di partenza per avviare una strategia di prevenzione, di allerta, e, in caso di crisi, di pronto intervento -ha concluso-. L’ortofrutta è uno dei settori più importanti del nostro sistema agroalimentare, merita tutte le nostre attenzioni e i nostri sforzi”.

 
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